ASZ Insider#517: FIA e ACO insieme fino al 2037

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Per qualche settimana, attorno al futuro del Mondiale Endurance si è fatta strada una domanda difficile da immaginare per chi segue questo campionato: che cosa sarebbe il WEC senza la 24 Ore di Le Mans? Le indiscrezioni sulle trattative tra FIA e Automobile Club de l’Ouest, l’ente che organizza la corsa francese, avevano alimentato dubbi sul rapporto tra le due realtà.

Ora la risposta è arrivata: il 30 settembre FIA e ACO hanno annunciato un nuovo accordo che le terrà insieme fino alla fine del 2037. Non significa che Le Mans sia stata salvata da un’esclusione già decisa. L’intesa attuale, infatti, resta valida fino al termine del 2027; quella appena annunciata ne raccoglierà il testimone per i dieci anni successivi. È una distinzione importante, perché permette di leggere la notizia per ciò che è: non il lieto fine di una rottura consumata, ma la scelta di dare continuità a un campionato costruito insieme nel 2012, con la gara più celebre dell’endurance ancora al centro del suo progetto.

Il rinnovo, però, non riguarda soltanto il calendario. Il comunicato indica un’organizzazione più definita dei processi regolamentari: le proposte passeranno attraverso i gruppi di lavoro FIA e la Commissione Endurance FIA, prima dell’approvazione finale del World Motor Sport Council. FIA e ACO supervisioneranno inoltre insieme l’omologazione delle vetture Hypercar, attraverso un processo che le due parti descrivono come semplificato.

Sono aspetti meno immediati dell’annuncio “accordo fino al 2037”, ma hanno un peso concreto per i costruttori, chiamati a progettare programmi sportivi che non si esauriscono in una stagione. Anche l’identità visiva del campionato cambierà: la presenza del marchio FIA sarà rafforzata nel parco chiuso, sul podio, sulle Safety Car e nelle trasmissioni televisive.

Può sembrare un dettaglio, eppure racconta la volontà della Federazione di rendere più riconoscibile il proprio ruolo in un mondiale cresciuto molto negli ultimi anni. Secondo i dati diffusi dalla FIA, il pubblico presente ai circuiti è aumentato dell’8% finora nel 2026; il 44% degli spettatori ha 34 anni o meno e il 40% assiste a un evento WEC per la prima volta. È forse questa la piccola fotografia più interessante dell’accordo: l’endurance non sta parlando soltanto a chi ne conosce da sempre le storie, ma anche a persone che hanno appena iniziato a scoprirle.

La griglia offre un’altra misura di questa crescita, con otto costruttori nella categoria Hypercar e 14 marchi complessivi nel campionato; Ford e McLaren sono attese nella classe regina nel 2027. Guardando ancora più avanti, FIA e ACO indicano dal 2030 un quadro tecnico più uniforme per le Hypercar impegnate nel WEC e nell’IMSA nordamericana, pensato per rendere meno onerosa la partecipazione dei costruttori alle grandi competizioni endurance.

Il comunicato parla anche di un percorso per lo sviluppo delle motorizzazioni a idrogeno nelle corse. Sono direzioni di lavoro, non risultati già acquisiti: per capirne la portata bisognerà attendere le regole e vedere come verranno applicate. Per il momento, la certezza è un’altra. In uno sport in cui squadre e Case investono risorse, competenze e anni di preparazione, sapere chi costruirà il futuro del mondiale conta quasi quanto conoscere la prossima griglia di partenza. FIA e ACO hanno scelto di continuare a farlo insieme.

Per chi segue il WEC dalle tribune, l’accordo fino al 2037 porta soprattutto una prospettiva di continuità, ma non dà risposte automatiche su ogni aspetto dell’esperienza dei tifosi. Il comunicato (al momento) non annuncia aumenti del prezzo dei biglietti, né stabilisce quanto costerà assistere alle gare nei prossimi anni: eventuali variazioni andranno valutate evento per evento.

Anche il calendario potrà evolvere, senza che il rinnovo garantisca a un circuito un posto per l’intero decennio. Intanto il programma pubblicato per il 2027 indica il Qatar come prima tappa, Imola come secondo appuntamento l’11 aprile e il Bahrain come finale; non sarà dunque Sakhir ad aprire la stagione, né Imola a ripetere il ruolo avuto nel 2026. Quest’anno, invece, l’Italia accoglie il mondiale a Imola all’inizio e lo saluterà a Monza a novembre.

È un’occasione preziosa per avvicinare nuovi spettatori all’endurance, ma sarebbe prematuro (e al momento utopistico) leggerla come una promessa di due gare italiane stabili fino al 2037.

Tutto questo, per chi guarda il WEC tra addetti ai lavori, spettattori e appasionati, sembra una “liberazione”, pensando alle sfide di una stagione intera, prima ancora che a una singola notte di giugno, questa è la notizia che dà significato a tutte le altre.

Scritto da Riccardo Paris.

 

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